Partire con il cane: meglio assicurarlo

Cresce il mercato delle assicurazioni per gli animali domestici. Secondo gli ultimi dati del Rapporto Eurispes, nel 2017 si registra, rispetto all’anno precedente, un calo del 10% nel numero di famiglie con almeno un animale domestico ma ben il 33% della popolazione ne ha uno. E’ a questa fetta di italiani che si rivolgono i servizi delle compagnie assicurative che offrono una polizza cane o gatto ad hoc, come nel caso di UnipolSai.

Gli italiani che amano gli animali

I dati raccolti e diffusi a inizio anno da Eurispes evidenziano che ben il 33 per cento degli italiani ha scelto di condividere la propria casa e la propria vita con un animale domestico. il dato riflette una flessione, anche sensibile, rispetto ai dati di inizio 2016: -10 per cento. L’animale preferito dagli italiani resta il cane, è scelto dal 66 per cento della popolazione, seguito dal gatto, ospitato nelle case del 40,8 per cento della fetta di italiani che vivono con un animale domestico. Il 34,4 per cento delle persone che hanno scelto di vivere con un animale lo hanno acquistato in un negozio, solo il 22,1 per cento lo ha preso in un canile o gattile, il 30,4 per cento lo ha salvato dalla strada, adottando un animale abbandonato, e il 31,3 per cento lo ha ricevuto in regalo. Cresce del 6,4 per cento la spesa mensile per la cura del proprio animale ma quasi l’80 per cento degli italiani ammette di non spendere più di 50 euro al mese. La crisi economica ha pesato anche sulle cure che gli italiani sono sempre estati disposti a offrire ai propri amici a quattro zampe. Il 17,3 per cento degli italiani, infatti, ha detto di aver rinunciato a interventi delicati e cure costose a causa delle ristrettezze economiche, il 15,4 per cento ha dovuto ridurre la spesa per i medicinali. Il 39 per cento ha optato per l’acquisto di cibo meno costoso e il 25 per cento ha rinunciato alle visite veterinarie. Una fetta molto ampia, il 45 per cento, a causa del fattore economico ha rinunciato a prendere un secondo animale.

Gli amici a quattro zampe in vacanza

Con l’avvicinarsi del Natale e delle vacanze molti italiani si preparano per trascorrere fuori casa le festività, anche in compagni dei loro amici a quattro zampe. Sono sempre più numerose le strutture che ospitano animali di piccola taglia e in estate ben 5 milioni di famiglie sono partite con Fido e il loro gatto. A questo pubblico sempre più ampio si rivolgono i nuovi servii di molte compagnie assicurative. Esiste, infatti, un vero e proprio mercato della responsabilità civile per animali, dal valore potenziale che supera i 532 milioni di euro.

Tutti i servizi per gli amici a quattro zampe

Le assicurazioni offrono tipologie di servizi molto diverse che vedono protagonisti cani e gatti. La prima, come evidenziato in una recente rilevazione effettuata da Facile.it, è quella che assicura i nostri amici da eventuali danni successivi a un sinistro automobilistico. La RC auto, infatti, non copre né il guidatore né eventuali animali presenti in auto al momento dell’incidente. Al costo medio di 15 euro è possibile coprire questo gap. I massimali sono pari a 250 euro in caso di ferimento e 600 per eventuale morte dell’animale. Grazie al pacchetto “assistenza in viaggio”, invece, è possibile andare in vacanza con l proprio animale molto serenamente. Al costo di circa 110 euro si può contare sull’assistenza di una centrale operativa pronta a trovare per noi strutture pet friendly e offrire tutta l’assistenza necessaria. Con una spesa di 25 euro al mese, invece, l’assistenza è costante e copre tutti i danni che il cane o il gatto possono subire nel corso della vacanza. In questo caso, con spese entro i 120 euro, saranno rimborsate tutte le spese sostenute per le cure. I servizi offerti dalle compagnie assicurative sono molto simili e offrono coperture importanti. Informarsi per tempo è fondamentale per scoprire i servizi su misura per le proprie emergenze. L’assicurazione contro lo smarrimento prevede un costo annuo di 100 euro.

Italia, turismo cresce ma serve un passo in più

Lo si ripete da anni: l’Italia è una delle mete turistiche preferite al mondo, ma manca una vera strategia per trasformare le potenzialità in un business concreto. Guardando i trend dei viaggiatori, comunque, si scopre che nella top ten delle migliori strutture ricettive al mondo ci sono due piccole località italiane.

Migliorano i conti del turismo in Italia, anche se i volumi spagnoli restano migliori: è questa la sintesi che emerge dai dati analizzati dalla Eurostat sui flussi nel corso del 2016, che incoronano ancora una volta la Spagna come meta preferita in Europa dai turisti, mentre il nostro Paese deve accontentarsi della piazza d’onore, superando comunque la Francia (penalizzata anche dai fatti di cronaca e dagli attentati terroristici).

I dati dell’Italia. Nello specifico, nel corso del 2016 le strutture turistiche italiane hanno accolto 394 milioni di pernottamenti, in aumento dello 0,5% rispetto al 2015, con un positivo incremento di 1,5 punti percentuali sull’arrivo di stranieri, che lo scorso anno sono stati 195 milioni. A livello continentale, come detto, la performance migliore è stata quella della Spagna, con 545 milioni di pernottamenti, mentre la Francia è poco sotto all’Italia come flusso complessivo, ma con un calo del 4,6%.

La scelta dei turisti. Se questo è il quadro generale, per capire più in dettaglio quali sono i flussi e soprattutto le criticità nel nostro Paese ci possiamo affidare ad altre ricerche. Sul fronte dell’offerta ricettiva, la situazione è abbastanza buona e anzi le nostre località sono tra le più gettonate (ed economiche) di Europa, grazie anche al portale www.sfrecciando.it, dove è possibile scoprire le migliori location nelle città italiane, approfittando di tariffe promozionali e vantaggiosi pacchetti che comprendono treno più hotel.

Migliorare l’accoglienza. Eppure, l’accoglienza potrebbe migliorare, per offrire servizi più mirati e confortevoli ai turisti: leggendo il Global Reputation Ranking di trivago, infatti, si scopre che tra le prime cento destinazioni del mondo con strutture ricettive dalla migliore reputazione ci sono solo 5 mete italiane, selezionate sulla base di 200 milioni di recensioni provenienti da più di 200 siti di prenotazione.

La classifica mondiale. Al primo posto assoluto si piazza infatti la città turca Göreme (con un indice di 86,82), nota per i Camini delle Fate riconosciuti come patrimonio dall’Unesco, mentre al secondo posto troviamo la “nostra” Matera, che vanta un indice di 86,72 su 100; scorrendo la classifica ci sono poi Rust in Germania, la cinese Lijiang, Belgrado, e poi al sesto posto la seconda italiana, San Gimignano, con 85,54 punti. Completano la top ten Zagabria, l’irlandese Killarney, l’exclave russa di Kaliningrad e la brasiliana Gramado.

Le performance italiane. E le altre italiane? Limitandoci solo ai piazzamenti “migliori”, ci sono appena altre 3 località del Belpaese premiate dai turisti, e per la precisione Lecce (undicesimo posto), Sorrento (tredicesimo) e Lucca (diciottesimo), a riprova del valore di mete turistiche forse meno note e pubblicizzate, ma molto ben organizzate, che sorprendono i visitatori sia con le bellezze locali che con l’accoglienza di qualità. 

Su cosa puntare. Dalla fotografia dell’attuale passiamo infine agli scenari del “possibile”, utili a tracciare potenziali linee di intervento per migliorare lo stato del turismo in Italia. Uno dei trend attuali da intercettare, ad esempio, è quello del turismo archeologico, che rappresenta un segmento molto importante della più ampia offerta di turismo culturale in Italia. Basta guardare i dati del Mibact sugli accessi ai musei e siti italiani per avere una panoramica: da sole, le aree archeologiche generano quasi la metà dei visitatori dei siti nostrani (49,2%), con un aumento del +56,9% rispetto al 2001, e nel solo periodo 2014-15 la crescita è stata del +6,5%.

Il turismo archeologico. Eppure, manca la giusta sinergia e la messa a sistema dei luoghi: su 4.588 siti culturali pubblici e privati presenti in Italia, il 32% dei visitatori si concentra in sole 5 grandi mete (Circuito Colosseo, Pompei, Uffizi, Accademia e Castel Sant’Angelo), che totalizzano oltre 14 milioni di accessi. Più in dettaglio, soltanto Colosseo e Pompei insieme concentrato più del 20% dei turisti, a riprova di un patrimonio esteso, ma sfruttato poco e ancora male.

Vacanze, dal New York Times le mete da non perdere per il 2017

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Come di consueto, il New York Times ha pubblicato un elenco di località da visitare nel corso di questo anno: tra le mete esotiche, panorami mozzafiato e aree culturali ricche di monumenti non manca una rappresentanza italiana. Niente Roma o Firenze, però, perché la scelta è caduta su una regione sorprendente.

Alla ricerca di idee per i prossimi viaggi o per la destinazione delle vacanze estive? Allora la lista redatta dalla versione digitale del New York Times, la “bibbia” del giornalismo internazionale, dedicata a segnalare ben 52 mete che vale la pena di visitare in questo 2017 fa esattamente al caso vostro.

La top ten delle mete 2017. E se le prime dieci posizioni sono decisamente variegate sul fronte dell’offerta, con la palma di area “must see” che viene attribuita al Canada, che supera il deserto di Atacama in Cile e l’area di Agra in India, e poi altre destinazioni come Zermatt in Svizzera, il Botswana, Dubrovnik in Croazia, il Grand Teton National Park in Wyoming, Tijuana in Messico, Detroit in Michigan e Amburgo in Germania, le bellezze d’Italia sono degnamente rappresentate, anche se in maniera forse sorprendente.

In Italia? La Calabria. Niente Roma, Milano, Firenze, Napoli o Venezia, infatti: la guida del New York Times incorona come uno dei viaggi consigliati per quest’anno una destinazione forse inconsueta come la regione Calabria, da sempre dedita al turismo, ma con endemica carenza di infrastrutture. E proprio questa sua particolarità la rende affascinante, secondo gli americani, che apprezzano il fatto che sia una delle “regioni meno gettonate” nonostante panorama, siti da visitare e soprattutto cucina.

Il perché della scelta. Leggendo le motivazioni, infatti, salta agli occhi la descrizione delle qualità gastronomiche della regione: “alcuni dei migliori pasti da consumare in Italia non si trovano a Roma o in Toscana, ma in Calabria, una regione del Sud – si legge sul New York Times, per proseguire poi andando più in dettaglio – Nota per le pietanze piccanti e gran parte della produzione mondiale di bergamotto, la Calabria si sta concentrando su piatti leggeri, agricoltura biologica e vino ottenuto da viti locali”.

Dove mangiare. La giornalista Danielle Pergament fornisce inoltre anche delle precise e specifiche indicazioni sulle mete ideali per mangiare e bere bene in Calabria, segnalando in particolare tre ristoranti come Abbruzzino di Catanzaro, il Dattilo di Strongoli e il Ruris di Isola Capo Rizzuto.

Monumento poco noto. E proprio dall’Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, arriva lo scatto scelto dalla testata americana per rappresentare il bello della Calabria: a corredo del pezzo, infatti, è stata usata una foto della Fortezza Aragonese de Le Castella, piccola frazione dell’isola, uno dei castelli più affascinanti d’Italia, edificato nel XV secolo per difendere l’area dagli invasori provenienti dal mare. La roccaforte, inoltre, poggia su fondamenta ancora più antiche, risalenti al periodo alessandrino (400 avanti Cristo) e si narra fosse stata anche il rifugio di Annibale, in ritirata verso Cartagine.

Acque cristalline. Un altro motivo di interesse per l’isula, come si dice in dialetto locale, è lo splendore delle acque: non a caso, la località si è aggiudicata negli ultimi tre anni la Bandiera Verde delle spiagge, riconoscimento europeo assegnato dalla FEE, Foundation for Environmental Education.

Come risparmiare. Se questi sono i consigli di viaggio del New York Times, possiamo aggiungere un ulteriore suggerimento: prenotare in anticipo conviene. Quella che sembra la “scoperta dell’acqua calda” è invece un fatto dimostrato, in ultimo, anche da una ricerca del portale leader del settore turismo, Expedia, che ha analizzato i trend degli utenti e ha svelato, appunto, che per accedere alle migliori tariffe di volo si deve prenotare a inizio anno e con più di tre settimane d’anticipo. Ma (ecco un altro consiglio), si può anche risparmiare ancora di più, approfittando del codice sconto Expedia sul portale Piucodicisconto che consente di far diminuire ancora di più il costo del trasferimento e dell’alloggio prenotato sul noto sito turistico.

Sorpresa: Milano non è più la meta business più cara d’Italia

fofo di milano

Dopo un lungo periodo in testa alla classifica delle mete business più costose in Italia, la città di Milano scende al secondo posto, scalzata da Venezia, frutto di un calo superiore al 13 per cento nel prezzo medio per notte negli hotel meneghini. Intanto, il settore Mice in Italia continua a volare alto, trainando l’intero comparto del turismo.

Questa volta la spunta Venezia. Dopo un lungo predominio, frutto anche del boom relativo all’anno dell’Expo 2015, la città di Milano viene infatti scalzata dal primo posto nella classifica delle mete business più care d’Italia a scapito della città lagunare, che in questo 2016 fa registrare dunque i prezzi più alti dello Stivale.

milano-shoppingUna notte a Milano costa 119 euro. In dettaglio, secondo il barometro di Hotel Price Radar 2016, che analizza il prezzo medio delle camere d’albergo in oltre 150 destinazioni business in tutto il mondo, a Venezia il pernottamento arriva a costare in media 156 euro, mentre a Milano la quota scende a 119 euro per notte, vale a dire il 13,8 per cento in meno del dato relativo allo scorso anno (che aveva regalato al capoluogo lombardo la leadership nazionale). A completare il podio delle destinazioni più care c’èa 116 euro, mentre la città di Roma si piazza sul quarto gradino con i suoi 106 euro.

Oltre 200 sale meeting a Milano. Dalla sua, però, la città meneghina vanta un’offerta nettamente più ampia di location, visto che nel capoluogo lombardo si contano all’incirca 200 sedi per eventi, con un’incidenza pari al 4 per cento del totale nazionale. Motivo che spiega l’importanza di poter contare su motori di ricerca specifici, come ad esempio il portale meeting-hub.net, in cui è possibile trovare la più ideale location per eventi a Milano da parte delle aziende che stanno organizzando kermesse o manifestazioni.

I prezzi dei pernottamenti all’estero. Se questa è la situazione nel nostro Paese, molto più caro si rivela il pernottamento business nelle altre città d’Europa: la palma assoluta va a Oslo, visto che nella capitale norvegese il prezzo medio di una camera raggiunge i 222 euro a notte, in aumento addirittura del 69,5 per cento rispetto allo scorso anno. Medaglia d’argento alla capitale inglese – a Londra un albergo presenta una tariffa di 177 euro – e il bronzo va invece a Zurigo, con un costo di 173 euro. Allargando il campo agli Stati Uniti (tradizionalmente le mete più care al mondo), New York si conferma particolarmente cara, con tariffe medie di 244 euro a notte, superando ancora una volta San Francisco (226 euro) e Washington.

Aumenta il turismo congressuale in Italia. Guardando più nel dettaglio lo stato di salute del settore del turismo congressuale in Italia, si scopre un quadro particolarmente positivo: gli ultimi dati relativi alla fine del 2015 certificano che rispetto al 2014 c’è stato un incremento dell’11 per cento nel numero complessivo di eventi con almeno 10 partecipanti, che hanno dunque sfiorato quota 400 mila su tutto il territorio nazionale. Dal punto di vista dei partecipanti, invece, quelli coinvolti in totale sono stati quasi 26 milioni, che hanno generato oltre 35 milioni di presenze nel nostro Paese.

Il Nord domina nell’organizzazione. La distribuzione territoriale di congressi e affini, infatti, è stata abbastanza variegata, anche se il Nord mantiene una netta predominanza sulle altre zone, concentrando il 56 per cento degli eventi rilevati in Italia; al Centro invece se ne trova il 27,4 per cento e solo il 16,5 per cento è organizzato al Sud o sulle Isole. Un altro dato su cui riflettere è quello del carattere locale che molto spesso hanno queste manifestazioni: nel 60 per cento dei casi, infatti, gli eventi ospitati in Italia hanno coinvolto come partecipanti solo persone provenienti prevalentemente dalla stessa regione in cui era ubicata la sede congressuale.

L’Oktoberfest è a Gardaland

Manca davvero pochissimo all’evento più atteso di fine estate nel fatato regno di Gardaland. Dal 17 settembre al 2 ottobre, infatti, uno dei parchi giochi più amati da tutti i bambini italiani si trasformerà in una piccola Baviera, pronta ad accogliere anche i più grandi coinvolgendoli nelle divertenti e festose atmosfere dell’Oktoberfest.

Gardaland, settembre a tutta birra

Per il secondo anno consecutivo il ciclo di eventi speciali promossi da Gardaland vedrà protagonista una delle più famose feste tedesche: l’Oktoberfest, una manifestazione unica, dedicata agli amanti della birra che celebra uno dei prodotti nazionali tedeschi più amati nel mondo. Per due settimane il parco giochi si trasformerà in un piccolo territorio tedesco, in una succursale della regione Baviera, nota ai più per due ragioni: la Principessa Sissi, imperatrice d’Austria, e l’Oktoberfest.

Sono i dettagli a rendere speciale la festa

Tutti gli appassionati di birra e di atmosfere tedesche sono, quindi, chiamati a raccolta dal prossimo 17 settembre al due ottobre, per alzare i calici e festeggiare la fine dell’estete in compagnia. A rendere tutto speciale e unico i dettagli curati nei minimi particolari, dal menu e dal percorso enogastronomico di qualità, all’ampia scelta di spettacoli e attrazioni a tema. Il divertimento per grandi e piccini è assicurato. Musica, sfilate, concerti, piatti tipici e fiumi di birra: gli ingredienti di un evento che si promette di grande successo. È possibile acquistare i biglietti per accedere al parco anche on line, per una maggiore convenienza, poi, è fondamentale approfittare delle offerte proposte da piattaforme, come piùcodicisconto, che promuovono un particolare codice sconto Gardaland capace di garantire una riduzione sul biglietto.

Tutti i dettagli della festa di Gardaland

Il padrone di casa, come sempre, sarà Prezzemolo, la mascotte del parco, che per l’occasione vestirà il tipico costume bavarese. L’Oktoberfest sarà il tema che caratterizzerà le due settimane di programmazione e sarà possibile viverlo a pieno dalle 10 del mattino fino alle 18 del pomeriggio, secondo l’orario di apertura del parco. Sono previste anche aperture straordinarie, fino alle 22:00, nei giorni di sabato (il 17 e il 24 settembre e il 1° ottobre). Il biglietto prevede una tariffa unica pari a 19 euro. Sarà, come anticipato, Prezzemolo, accompagnato da un gruppo di danzatori, ad attendere l’ingresso dei visitatori e ad accompagnarli alla scoperta delle novità e delle sorprese che li attendono. Il mondo unico di Gardaland Oktoberfest sarà caratterizzato da risate, divertimento, yodel, balli e tanta, tanta birra.

Tutti i numeri della festa a cavallo tra settembre e ottobre

Per l’occasione, Gardaland avrà un allestimento speciale. In Piazza Valle dei re, punto di incontro principale del grande parco giochi, sono stati allestiti panche e tavoli per 800 posti a sedere complessivi. Le postazioni dedicate alla spillatura della birra sono ben 14 e i camerieri – tutti rigorosamente vestiti con il tradizionale abito bavarese – sono prontissimi a portare al tavolo fino a 3 mila boccali di birra al giorno. Quattro le diverse tipologie di birra scelte per celebrare l’Oktoberfest: la Pilsner Urquell, tra le più amate birre di origine ceca, la Grolsch Weizen che è una “Hefeweizen”, la Gran Riserva Rossa (una birra di straordinaria qualità che viene realizzata utilizzando solo malto totalmente made in Italy) e, infine, l’italiana Gran Riserva Doppio Malto.

Mercato di Porta Genova: al via l’inventario per il pignoramento

Sono i debiti a schiacciare il Mercato Metropolitano di Porta Genova, a Milano.
Un esperimento, nato con Expo 2015, che sembrava riuscito: accolto con favore dal pubblico, impostosi come nuovo luogo di ritrovo urbano, polo del gusto di nuova generazione.

Eppure, qualcosa è andato storto e, dopo la chiusura della manifestazione internazionale dedicata all’alimentazione, l’area rischi di essere soffocata da oltre un milione di euro di debiti, stando alle prime stime.

Mercato Metropolitano di Porta Genova, un po’ di storia

L’area era stata totalmente riqualificata in occasione dell’Expo 2015. Dal degrado alla nascita di un polo di qualità dedicato alle eccellenze agroalimentari di quindicimila metri quadrati. La risposta del pubblico, attratto dal binomio qualità e cultura, era stata entusiasta. A novembre l’annuncio: il Mercato Metropolitano non chiude i battenti con Expo ma continua la sua esperienza. In origine, infatti, l’esperienza di quello che poi ha assunto il nome di Mercato di Porta Genova (nell’area dell’ex scalo ferroviario dei Navigli), doveva limitarsi al semestre dell’Esposizione Universale. L’idea era quella di offrire agli utenti un nuovo modello di acquisto sostenibile basato sulla filiera corta. Tanti i vantaggi: la possibilità di trovare sotto casa prodotti freschi e di qualità, venduti direttamente dai produttori, a prezzi di mercato, estremamente vantaggiosi.  A gestirlo l’Unaproa (l’unione che raggruppa 125 organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio). La storia, però, ha avuto un finale molto triste e il mercato non è arrivato a compiere un anno. L’area dell’ex scalo ferroviario, infatti, sembra essere destinata a un destino triste, scritto da una cordata di imprenditori creditori insoddisfatto. Una cordata composta da cinque attori ma che potrebbe crescere nei prossimi giorni. I debiti complessivi, dalla somma delle diverse società che hanno chiesto più volte e con nessun successo il pagamento delle fatture, e la fideiussione sottoscritta a garanzia dell’affitto, supererebbe il milione di euro.

Fideiussione affitto, un approfondimento

L’unica strada, quindi, per recuperare almeno in parte i crediti è rimasta quella legale, con il pignoramento di ciò che è rimasto in Porta Genova. Gli strumenti cautelativi, come la fideiussione, sono purtroppo stati insufficienti a tutelare i fornitori. Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Un articolo molto interessante dedicato alla fideiussione bancaria è disponibile on line al sito guidafisco.it. Nell’articolo si spiega in modo molto chiaro e sintetico cos’è la fideiussione e come funziona. La fideiussione affitto non è altro che una garanzia offerta da una banca o una assicurazione a persone fisiche o società per consentire il regolare pagamento dei  canoni di locazione o del deposito cauzionale da parte dell’affittuario. Le garanzie, infatti, sono sempre più richieste dai proprietari di immobili o terreni anche per quanto riguarda gli affitti. Una tendenza che si è rafforzata ed è cresciuta in maniera sensibile nel corso della crisi economica che da poco il mercato internazionale cerca di lasciarsi alle spalle. Il mancato pagamento degli affitti o dell’anticipo della cauzione ha spinto sempre più proprietari di immobili in affitto a richiedere una forma di garanzia capace di tutelarli da eventuali mancati pagamenti. Esistono due diverse tipologie di fideiussione affitto: quella bancaria e quella assicurativa. La differenza sta nel soggetto che si fa garante per l’affittuario. Facile dedurre che nel primo caso si tratterà di un istituto bancario, nel secondo di una compagnia di assicurazioni. La documentazione richiesta dalla banca al fine di rilasciare la fideiussione consiste in: dichiarazione dei Redditi modello 730 o Unico, modello cu, buste paga; carta d’Identità e codice fiscale dell’affittuario; copia del contratto di locazione o proposta accettata; copia del certificato camerale in caso di locazione di immobili commerciali. Le compagnie assicurative, invece, non possono effettuare la stessa tipologia di controlli sull’affittuario portata avanti da un istituto di credito.

L’antica bellezza di Seul

grattacieli di seul

Con il nome di Pungnap Toseong i coreani indicano delle antiche mura poste appena al di là dei confini dell’odierna Seul. Si tratta dei resti della leggendaria città di Wiryeseong, che nel 18 a. C. era la capitale del regno coreano di Paekje. Seul, capitale della Corea del Sud, nasce sui resti di quell’antica città e prende questo nome solo nella prima metà del Novecento, durante la dominazione giapponese.

Distrutta durante la guerra di Corea, è oggi uno dei maggiori centri commerciali e industriali del paese. Le opere artistico – architettoniche che ammirerete una volta arrivati a Seul, videro la luce per opera della dinastia Joseon che regnò sulla Corea per cinque secoli. La maggiore attrattiva di Seul è costituita dai Cinque Grandi Palazzi, costruiti in epoca medievale. Recatevi in visita al primo di essi, il Changdeokgung, che significa letteralmente “il palazzo della prospera virtù”. Conosciuto anche come “palazzo orientale”, risale al Quattrocento, ma nel corso dei secoli subì diverse ricostruzioni. Qui ammirerete, al di là della porta di Donhwa-mun, stanze finemente decorate tra cui quelle di Injeong-jeon, Huijeong-dang e Daejo-jeon. Vale la pena visitare i giardini che si estendono su una superficie di ben 45 ettari. Non mancate di visitare il Geumcheongyo, il ponte più antico della città, il giardino Biwon e l’Ongnyucheon (“torrente di giada”). Più antico è il palazzo di Gyeongbokgung, anch’esso parzialmente ricostruito e ugualmente suggestivo. Meno fastoso è lo stile del palazzo di Changgyeonggung mentre ammirerete il Deoksugung e il contrasto tra la sua antichità e gli edifici moderni che lo sovrastano. Non vi rimane che il Gyeonghuigung, il “palazzo della serena armonia” che vi stupirà per l’equilibrio delle linee e per la perfetta concordanza con la natura circostante.

Prima di andare via da Seul andate in visita al Santuario di Jongmyo, oggi dedicato al culto del confucianesimo. Attraversate una delle porte ed entrate in un luogo sacro che vide la luce più di sette secoli fa e che l’Unesco non ha potuto fare a meno di dichiarare un bene dell’umanità da custodire. Fatevi stupire da Seul che con la sua antica bellezza è una delle città più ammirate al mondo.

Per tutte le altre informazioni vi invitiamo a consultare il sito web www.andiamoinvacanza.com.