SHARE

Dopo un lungo periodo in testa alla classifica delle mete business più costose in Italia, la città di Milano scende al secondo posto, scalzata da Venezia, frutto di un calo superiore al 13 per cento nel prezzo medio per notte negli hotel meneghini. Intanto, il settore Mice in Italia continua a volare alto, trainando l’intero comparto del turismo.

Questa volta la spunta Venezia. Dopo un lungo predominio, frutto anche del boom relativo all’anno dell’Expo 2015, la città di Milano viene infatti scalzata dal primo posto nella classifica delle mete business più care d’Italia a scapito della città lagunare, che in questo 2016 fa registrare dunque i prezzi più alti dello Stivale.

milano-shoppingUna notte a Milano costa 119 euro. In dettaglio, secondo il barometro di Hotel Price Radar 2016, che analizza il prezzo medio delle camere d’albergo in oltre 150 destinazioni business in tutto il mondo, a Venezia il pernottamento arriva a costare in media 156 euro, mentre a Milano la quota scende a 119 euro per notte, vale a dire il 13,8 per cento in meno del dato relativo allo scorso anno (che aveva regalato al capoluogo lombardo la leadership nazionale). A completare il podio delle destinazioni più care c’èa 116 euro, mentre la città di Roma si piazza sul quarto gradino con i suoi 106 euro.

Oltre 200 sale meeting a Milano. Dalla sua, però, la città meneghina vanta un’offerta nettamente più ampia di location, visto che nel capoluogo lombardo si contano all’incirca 200 sedi per eventi, con un’incidenza pari al 4 per cento del totale nazionale. Motivo che spiega l’importanza di poter contare su motori di ricerca specifici, come ad esempio il portale meeting-hub.net, in cui è possibile trovare la più ideale location per eventi a Milano da parte delle aziende che stanno organizzando kermesse o manifestazioni.

I prezzi dei pernottamenti all’estero. Se questa è la situazione nel nostro Paese, molto più caro si rivela il pernottamento business nelle altre città d’Europa: la palma assoluta va a Oslo, visto che nella capitale norvegese il prezzo medio di una camera raggiunge i 222 euro a notte, in aumento addirittura del 69,5 per cento rispetto allo scorso anno. Medaglia d’argento alla capitale inglese – a Londra un albergo presenta una tariffa di 177 euro – e il bronzo va invece a Zurigo, con un costo di 173 euro. Allargando il campo agli Stati Uniti (tradizionalmente le mete più care al mondo), New York si conferma particolarmente cara, con tariffe medie di 244 euro a notte, superando ancora una volta San Francisco (226 euro) e Washington.

Aumenta il turismo congressuale in Italia. Guardando più nel dettaglio lo stato di salute del settore del turismo congressuale in Italia, si scopre un quadro particolarmente positivo: gli ultimi dati relativi alla fine del 2015 certificano che rispetto al 2014 c’è stato un incremento dell’11 per cento nel numero complessivo di eventi con almeno 10 partecipanti, che hanno dunque sfiorato quota 400 mila su tutto il territorio nazionale. Dal punto di vista dei partecipanti, invece, quelli coinvolti in totale sono stati quasi 26 milioni, che hanno generato oltre 35 milioni di presenze nel nostro Paese.

Il Nord domina nell’organizzazione. La distribuzione territoriale di congressi e affini, infatti, è stata abbastanza variegata, anche se il Nord mantiene una netta predominanza sulle altre zone, concentrando il 56 per cento degli eventi rilevati in Italia; al Centro invece se ne trova il 27,4 per cento e solo il 16,5 per cento è organizzato al Sud o sulle Isole. Un altro dato su cui riflettere è quello del carattere locale che molto spesso hanno queste manifestazioni: nel 60 per cento dei casi, infatti, gli eventi ospitati in Italia hanno coinvolto come partecipanti solo persone provenienti prevalentemente dalla stessa regione in cui era ubicata la sede congressuale.

Nessun Commento

Lascia un commento