Valtur: si all’amministrazione straordinaria

Valtur: il si del Ministero dello Sviluppo all’amministrazione straordinaria

Nel nostro precedente articolo, “Valtur: crisi per il noto tour operator italiano”, vi avevamo illustrato la grave situazione finanziaria del gruppo e le possibili prospettive che si sarebbero potute aprire per evitare il fallimento dell’azienda della famiglia Patti.
Ebbene proprio in questi ultimi giorni si sono avuti degli sviluppi significativi in merito alla vicenda, sviluppi concretizzatesi quando il Ministero dello Sviluppo Economico ha ammesso Valtur alla procedura di amministrazione straordinaria, in base a quanto stabilisce la Legge Marzano.
Con la stessa disposizione, il Ministero ha inoltre proceduto alla nomina di tre Commissari straordinari, Stefano Coen, Daniele Discepolo e Andrea Gemma, figure di rilievo nel mondo della giurisprudenza e già “collaudate” in situazioni analoghe.

Valtur: verso l’amministrazione straordinaria

Daniele Discepolo-Nuovo Commissario straordinario di Valtur

La richiesta di amministrazione straordinaria, e quindi di accesso alla Legge Marzano, era stata presentata la scorsa settimana dalla famiglia Patti che, in questo modo, spera di scongiurare il dissesto economico. L’indebitamento del gruppo ammonta, infatti, al momento a circa 300 milioni e per fronteggiarlo si è già disposta la dismissione di immobili “no core” e di tutti quei villaggi che possono essere utilizzati in locazione, per un ammontare totale di circa 110 milioni di euro ed un aumento di capitale tra 30 e 50 milioni di euro.
Al momento la Valtur è proprietaria di 22 villaggi tra Italia e estero e nell’ultimo esercizio ha registrato un bilancio di 200 milioni.
Per quanto concerne le passività, nello specifico, si parla di 62 milioni verso le banche, 85 milioni verso i fornitori e 96 nei confronti di Erario e Istituti di Previdenza.
Ma come si è arrivati a questo?
In generale a pesare sul gruppo è stata certamente la grave crisi che ha colpito tutto il comparto turistico, unita, nell’ultimo anno, all’inattesa crisi dei paesi del Maghreb. A contribuire nettamente al peggioramento della situazione è stato poi l’eccessivo dilungarsi delle trattative per le dismissioni degli immobili no core che dovevano essere attuante già entro i primi sei mesi di quest’anno.

Australia Working Holidays Visa

Quanti di noi sognano continuamente un viaggio nella meravigliosa terra dei canguri alla scoperta delle meraviglie locali?

Immagino una buona percentuale di persone, ma immagino che in pochi sanno che entro i 30 anni è possibile fare un’esperienza ancora più fantastica di un semplice viaggio in Australia ovvero un intero anno di vacanza-lavoro!
Eh si esiste un apposito programma per chi vorrebbe fare quest’esperienza e si chiama Working holiday Visa ovvero il visto per chi decide di stare un anno in Australia lavorando!
Tramite la working holiday Visa è possibile viaggiare per l’Australia lavorando e studiando infatti con questo visto sono concesse 17 settimane dedicate allo studio, e di lavorare per un massimo di sei mesi per lo stesso datore di lavoro oppure cambiarne vari.

Requisiti per ottenere la working holidays Visa

Età compresa tra i 18 ed i 30 anni
Passaporto a lettura ottica
Non essere in Australia al momento della richiesta del visto
Non portare figli con sé
Avere un conto bancario intestato con almeno 3000 euro sopra certificabili

Per richiedere la working holidays Visa è sufficiente recarsi sul sito del governo australiano ed fare la richiesta.
I costi previsti per la richiesta del visto sono di 195AUD non restituibili.
Diciamo i requisiti ed i costi sono minimi rispetto all’esperienza che stiamo per fare!