E’ proprio vero che il destino a volte può giocare davvero brutti scherzi.
Pare, infatti, che a bordo della Costa Concordia, la nave che lo scorso venerdì ha urtato uno scoglio imbarcando acqua e finendo con l’affondare, aveva tra i suoi passeggeri due pronipoti di una delle vittime del disastro del Titanic.
Ai due discendenti è però toccata una sorta migliore, visto che i due passeggeri, come per fortuna la stragrande maggioranza dei viaggiatori, è riuscita a salvarsi e a rompere un destino alquanto sfortunato.
Una delle due passeggere, Valentina Capuano, ha 30 anni ed è originaria di Avellino e nella sua infanzia aveva sentito tante volte raccontare la storia dello sfortunato prozio Giovanni, morto durante il naufragio del Titanic. Il prozio era emigrato a soli 25 anni per Londra in cerca di una lavoro e di un riscatto nella vita, e nei suoi progetti il Titanic doveva essere il “passaggio” verso la felicità che, nei suoi intenti, aveva in nome di “America”.
Per fortuna i suoi due pronipoti, Valentina e il fratello Alessandro, sono riusciti a salvarsi la vita e commentano così ai microfoni dell’Ansa questa terribile esperienza:
“Abbiamo sentito due boati. Eravamo ancora nelle cabine, ci stavamo preparando per la cena. Dopo il primo rumore siamo usciti, ma il personale di bordo ci ha ordinato di rientrare, di chiuderci dentro e di aspettare perché si trattava solo di un guasto tecnico che si sarebbe risolto in poco tempo. Per fortuna abbiamo contravvenuto ai loro ordini e siamo scappati subito sul ponte. Nessun aiuto dal personale e il comandante non si è mai visto. L’ultimo ricordo che ho di lui è al cocktail di benvenuto a Civitavecchia. Gli altoparlanti, intanto, continuavano a ripetere di stare tranquilli e che tutto si sarebbe risolto in pochi minuti. Le scialuppe erano bloccate per via della ruggine un marinaio asiatico più terrorizzato di noi ne ha liberata una a colpi di accetta. E mentre scendevamo dal fianco della nave abbiamo sbattuto più volte contro lo scafo. E’ stato davvero infernale”.









